ABC delle Erbe Curative

Ogni settimana ci addentreremo nell'affascinante mondo dei rimedi naturali e scopriremo una nuova erba e il suo utilizzo, le sue proprietà terapeutiche e curiosità ad essa correlate.

Per conoscere quello che la natura ci offre e capire come utilizzarlo al meglio, dalla A... alla Z!


  • Amamelide
  • Biancospino
  • Camomilla
  • Dragoncello
  • Efedra
  • Finocchio
  • Genziana
  • Issopo
  • Liquirizia
  • Maggiorana
  • Nepeta
  • Origano
  • Passiflora
  • Quercia Marina
  • Rovo
  • Salsapariglia
  • Ulmaria
  • Verbena
  • Zenzero


Amamelide

Famiglia: Amamelidacee

Genere e Specie: Hamamelis Virginiana

Altri nomi: Nocciolo della strega, fiore invernale, hamamelis

Parti impiegate: Foglie, corteccia

L'estratto liquido di questa pianta arbustiva è uno dei rimedi domestici più utilizzati per tagli, contusioni e algie muscolari.

Alcune curiosità

L'amamelide era molto utilizzata nella medicina indiana e i coloni ne adottarono le applicazioni, ma l'erba rimase relegata al ruolo di rimedio popolare fino agli anni Quaranta dell'Ottocento, quando un medico indiano Oneida fece conoscere la pianta ad un certo Theron T. Pond, il quale ne apprese le proprietà astringenti e la capacità di curare ustioni, foruncoli, ferite, emorroidi, e nel 1848 ne mise in commercio l'estratto col nome di Tesoro Aureo di Pond.

L'amamelide fu introdotta nell'elenco dei rimedi astringenti e antinfiammatori della Farmacopea degli Stati Uniti dal 1862 al 1916 e nel Ricettario Farmaceutico Nazionale,dal 1916 al 1955.

Gli erboristi contemporanei raccomandano il decotto di corteccia, contenente elevate quantità di tannini astringenti, ed elogiano la sua azione astringente e decongestionante.

Come utilizzarla?

Per preparare un decotto astringente, far bollire 1 cucchiaino di foglie polverizzate in una tazza d'acqua per 10 minuti, filtrare e lasciare raffreddare, applicarlo poi direttamente.

Biancospino

 Famiglia: Rosacee

Genere e Specie: Crataegus oxyacantha

Altri nomi: Spino bianco, spinapulce, albaspina, spino nespolo, fiore di maggio

Parti impiegate: Foglie, fiori, frutti

Il biancospino è un albero noto da secoli come tonico cardiaco, oggi frequentemente impiegato nel trattamento delle cardiopatie.

Alcune curiosità

Il celebre biancospino, conosciuto sin dall'antichità, veniva associata da greci e romani alla speranza, al matrimonio e alla fertilità. I romani ponevano le sue foglie nelle culle dei neonati per allontanare gli spiriti maligni.

Come utilizzarla?

Il biancospino è in grado di dilatare le arterie coronariche migliorando l'afflusso di sangue, e di migliorare aritmie.

Per preparare un infuso, si possono utlizzare 2 cucchiaini di foglie o frutti sbriciolatiper una tazza di acqua bollente, lasciando in infusione per 20 minuti.

Attenzione, però: grandi quantità di questa piantapossono causare effetti sedativi o una rapida caduta della pressione arteriosa.


Camomilla

 Famiglia: Composite

Genere e Specie: Matricaria Chamomilla (Comune o Tedesca), Anthemis nobilis (Camomilla romana o inglese)

Altri nomi: Matricaria, camomilla volgare, erba pomaria

Parti impiegate: Fiori

 Alcune curiosità

Parlando di camomilla si intendono in realtà due erbe, quella comune e quella romana. Le due piante non hanno affinità botanica, ma da entrambe si ottiene lo stesso olio essenziale blu.

I fiori a capolino della camomilla ricordavano agli antichi egizi il sole. Essi la usavano per trattare le sindromi febbrili.

I medici ayurvedici dell'antica India la usavano con applicazioni analoghe.

I tedeschi usano la camomilla per curare disordini digestivi e alleviare i crampi mestruali.

Oggi la camomilla è una delle erbe più vendute. Gli erboristi contemporanei raccomandano la camomilla per stimolare la cicatrizzazione delle ferite e lenire le infiammazioni, e internamente per febbre, disordini digestivi, ansia e insonnia.

In Germania, dove la fitoterapia è molto diffusa, la camomilla è così popolare da essere chiamata alles Zutraut (capace di tutto).

Come utilizzarla?

Utile per:

- Stimolare la digestione

- Ulcera

- Disturbi femminili

- Tranquillante

-Artrite

- Immunostimolante

Si impiegano gli infusi o le tinture. Per preparare un gradevole infuso, usare 2-3 cucchiaini colmi di fiori per una tazza di acqua bollente, lasciando riposare per 10-20 minuti.

Dragoncello

 Famiglia: Composite

Genere e Specie: Artemisia Dracunculus

Altri nomi: Estragone, Dragone, Erba Drago,

Parti impiegate: Foglie

Le foglie fresche di questa pianta, se masticate, sono in grado di donare un temporaneo sollievo al dolore del cavo orale.

Alcune curiosità

Gli antichi greci sapevano che il dragoncello masticato determina una perdita di sensibilità della bocca, e lo utilizzavano quindi per trattare il mal di denti.

In base alla dottrina dei segni, la credenza medievale secondo cui l'aspetto di un'erba ne rivelava il valore terapeutico, le radici del dragoncello erano ritenute in grado di curare il morso dei serpenti.

Dopo il Seicento gli erboristi abbandonarono questa erba, in quanto si notò che con l'essiccazione essa perdeva la maggior parte del suo olio aromatico curativo.

Coloro che gli riconoscono delle virtù non fanno che reiterare I suoi tradizionali impieghi diuretici, digestivi e analgesici per il mal di denti.

Come utilizzarla?

ANESTETICO: L'olio di dragoncello contiene eugenolo, e riesce a fornire un temporaneo sollievo al dolore.

PREVENZIONE DELLE INFEZIONI: Questo olio essenziale combatte I batteri patogeni in provetta. Può essere altresì utile premere alcune foglie fresche sbriciolate sulle ferite, provvedendo il prima possibile a detergerle e medicarle.

Per preparare un infuso dall'aroma di liquirizia, usare 1-2 cucchiaini di erba fresca per una tazza di acqua bollente, lasciando in infusione per 10-15 minuti.

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